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Comune di Valdieri
Provincia di Cuneo - Piemonte
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26/07/2010 Torna all'inizio
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COMUNICATO STAMPA DEL 17 LUGLIO 2010

24/05/2010 Torna all'inizio
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COMUNICATO STAMPA FINALE DELLA CAMPAGNA DI RACCOLTA FIRME PER I TRE REFERENDUM PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DELL'ACQUA.

27/04/2010 Torna all'inizio
Visualizza il documento pdf allegato NOMINA NUOVO PRESIDENTE DEL PARCO NATURALE ALPI MARITTIME.
LA NOMINA DEL NUOVO PRESIDENTE DEL PARCO NATURALE ALPI MARITTIME: UN'OCCASIONE PER DARE VOCE AL TERRITORIO.

05/01/2010 Torna all'inizio
Visualizza il documento word allegato Visualizza il documento allegato NO ALLA GESTIONE PRIVATA DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO
LO STATUS DI BENE PUBBLICO DELL’ACQUA E’ SEMPRE PIU’ A RISCHIO – NO ALLA GESTIONE PRIVATA DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO. La recente Legge di conversione del Decreto n. 135/2009, in merito alla gestione dei servizi pubblici locali, apre sempre di più le porte alla gestione privatistica, in particolare per quanto concerne il ciclo idrico integrato, introducendo drastiche riduzioni alla libertà di autogoverno da parte degli Enti Locali. La Legge stabilisce che a partire dal 2011 la gestione del Servizio del ciclo dell’acqua debba essere oggetto di gara d’appalto internazionale cui potranno partecipare unicamente aziende private oppure miste pubbliche-private ove il socio privato detenga almeno il 40% del capitale ed abbia i compiti operativi. Una marginale possibilità di prosecuzione fino a scadenza del mandato viene riservato alle aziende totalmente pubbliche purché entro date stabilite riducano l’incidenza societaria del pubblico ad una quota inferiore al 30%, introducendo soci privati con gara di appalto internazionale. Le esperienze degli ultimi anni hanno dimostrato che la gestione privatistica del servizio ha portato ad incrementi notevoli delle tariffe senza peraltro la garanzia di un miglioramento del servizio in termini di manutenzione ed investimenti sulle reti di acquedotto e dei depuratori. È chiaro che l’ingresso dei privati nelle gestioni privilegia il tornaconto dell’Azienda, aprendo le porte ad operazioni e speculazioni di carattere finanziario, con le cosiddette “multiutilities”, che poco hanno a che vedere con una corretta gestione del servizio. Per questi motivi molte associazioni, gruppi di cittadini, si sono mobilitati con vive proteste, la raccolta da numerosi Enti Locali, che si sono mossi per adesione al principio che l’acqua è un bene comune che non può essere privatizzato. Anche in provincia di Cuneo si è aperto il dibattito sul tema. Nella nostra area opera l’ACDA, che ha ipotizzato un accordo con un socio privato, l’EGEA S.p.A. di Alba. L’accordo è per ora congelato a seguito delle osservazioni/proteste di cittadini che fanno riferimento al “Gruppo di lavoro per l’acqua” di Cuneo e ad altre realtà associazionistiche che hanno evidenziato i seguenti principi: - la Costituzione Italiana nel suo Titolo II riconosce che la gestione dei servizi locali è di competenza delle Regioni e dei Comuni e quindi non può essere imposta dal Governo nazionale; - il Testo Unico sugli Enti Locali ha regolamentato le forme di gestione dei servizi pubblici, prevedendo la possibilità di affidamenti pubblici purché il servizio non presenti “rilevanza economica”. È pertanto legislativamente supportata una possibilità alternativa all’ingresso di soci privati in ACDA È chiaro che occorre mettere in atto una forte volontà politica ed una giusta opera di collaborazione tra gli Enti Locali per sostenere giuridicamente la struttura pubblica dell’ACDA. Pertanto la nostra Amministrazione Comunale oltre a deliberare nel Consiglio Comunale del giorno 05/11/2009 la propria contrarietà al Decreto a sua tempo in via di conversione in Legge, ha approvato nel Consiglio Comunale del giorno 18 dicembre u.s. all’unanimità una delibera con la quale viene integrato lo Statuto comunale che definisce il Servizio Idrico Integrato «privo di rilevanza economica» e l’acqua «bene comune» del nostro Comune. Occorre ricordare che non si parte isolati, perché molti Comuni ed Associazioni si sono mosse, ad es. nel Torinese, i Comuni di Taggia e Pietra Ligure, le Regioni Piemonte, Puglia, Campania ed altre. E pertanto importante allargare/estendere la presa di posizione ad altri Enti per studiare collettivamente le migliori forme giuridiche per la continuazione della gestione pubblica ed evitare le norme capestro della nuova Legge. Nel contempo, sarebbe di PRIMARIA IMPORTANZA RICONOSCERE PUNTUALI AGEVOLAZIONI TARIFARIE per i Comuni di montagna ove l’acqua viene prelevata. A dimostrazione di un concreto segnale di rispondenza ai diritti di coloro che vivono i nostri territori. Ivan Di Giambattista

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