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Pilone votivo di Sant’Anna in Tetti Gaina

La tradizione orale vuole che il pilone, arroccato sul grande masso che divide in due la borgata di Tetti Gaina, venne costruito da Domenico Blua detto “Morin”, classe 1901, originario della borgata Arpetta, di professione muratore e costruttore di tetti in losa (ardesie).

Non è dato sapere se vi fosse già una costruzione precedente ma pare che questa edicola venne costruita per custodire la composizione scultorea nota come “Sant’Anna vecchia”, costituita dalle statue di Sant’Anna e di Maria Bambina, qui traslate dalla Chiesa Parrocchiale.

“Sant’Anna vecchia”, opera della mano naif di un montanaro del posto era stata realizzata da un unico tronco d’albero per venire incontro al desiderio dei santannesi avere nuovamente una statua dinanzi alla quale pregare la loro Patrona.

E’ noto infatti che una piena del torrente Gesso, nella notte del 15 settembre 1810, distrusse completamente l’antica cappella della borgata ma non la statua di Sant’Anna che venne trascinata dalle acque fin nelle vicinanze di Cuneo presso la frazione Bombonina. Lì venne trovata quasi intatta ed il fatto fece gridare al miracolo; perciò gli abitanti del luogo non vollero più restituirla ai santannesi.

La statua di “Sant’Anna vecchia” restò nella Chiesa Parrocchiale fino agli anni Trenta del ‘900, quando, con una solenne e partecipata processione, venne trasferita nella nicchia del pilone di Tetti Gaina. Già da diversi decenni, infatti, nella parrocchiale di era una seconda statua della Santa