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Chiesa Parrocchiale di Sant'Anna di Valdieri

Chiesa Parrocchiale di Sant'Anna di Valdieri


Era il 1899 quando la semplice cappella alpina di Blangero (antico nome della frazione di Sant’Anna di Valdieri), fino ad allora sotto le dipendenze della chiesa di San Martino in Valdieri, venne innalzata a parrocchia autonoma. Il tutto avvenne grazie alla volontà del vescovo di Cuneo, mons. Andrea Fiore, all'interessamento di Umberto I di Savoia, alla tenacia del futuro primo pievano don Donato Brunetto ed all’assoluto consenso di tutta la comunità locale.

La cappella di Sant'Anna, consacrata il 4 novembre 1819, su concessione del primo vescovo di Cuneo monsignor Amedeo Bruno di Samone, venne aperta al culto nel 1821. Essa era stata costruita per volontà e con le sole forze della comunità alpina di Blangero, in seguito alla distruzione della cappella antica, anch’essa dedicata a Sant’Anna, travolta dalla piena del torrente Gesso nella notte del 15 settembre 1810.

Fin da subito la nuova cappella ebbe donazioni e lasciti testamentari che, per tutto l’Ottocento, ne permisero il continuo abbellimento. Nel 1866 Francesco Gauthier di Saluzzo e Francesco Agnese di Caraglio affrescano la volta a botte con i tre momenti più importanti della vita della Vergine Maria ed il catino absidale con le effigi dei beati Amedeo IX e Bonifacio di Savoia. Fu inoltre dotata di un altare maggiore in marmo bardiglio, di una balaustra presbiteriale di legno con chiodi d’argento, di un pulpito in noce, di due confessionali, di un grande lampadario in cristallo a ventiquattro candele, oltre alle sedute ed ai numerosi arredi per il culto, anche di pregiata fattura.

 

In seguito, negli ultimi anni dell’Ottocento, nella prospettiva dell’erezione in parrocchia, davanti alla cappella venne edificato un comodo loggiato, struttura che permise al primo pievano, don Brunetto, di far realizzare una tribuna interna affacciata sulla navata; venne poi costruita la nicchia dell’Immacolata, ora dedicata a Sant’Anna.

 

Tra il 1939 ed il 1940, grazie alla generosità della regina Elena di Savoia, compaiono alcuni tocchi di modernità: i lampadari elettrici nel presbiterio, molti nuovi arredi, in particolare quelli in tribuna e in sacrestia oltre il restauro di quanto si era deteriorato. I lavori vennero eseguiti dal noto maestro artigiano Amleto Bertoni da Saluzzo.

 

L'aspetto attuale della chiesa è il risultato di una serie di ulteriori cambiamenti avvenuti tra il 1965 ed il 1971: sono stati rimossi il pulpito, la balaustra presbiteriale, i numerosi quadretti ex-voto e nel contempo è stato collocato un nuovo crocifisso ed un tabernacolo in cristallo, opera dell'artigiano Giovanni Bisotto di Boves; numerosi affreschi, realizzati da G. B. Barale, abbelliscono la chiesa di scene, personaggi e colori nuovi. Sempre in questi anni, per volontà del pievano don Bernardino Agnese, la nicchia dell’Immacolata viene destinata a Sant’Anna.

 

Nel 1980 viene dipinta l’attuale facciata.

 

Sono del 1998 gli ultimi cambiamenti: il battistero è diventato la nicchia dedicata alla Madonna di Lourdes e il fonte battesimale è stato collocato accanto all’altare maggiore.