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Chiesa Parrocchiale di San Martino in Valdieri

Chiesa Parrocchiale di San Martino in Valdieri


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L’antica chiesa “Sancti Martini de Valderio”, di origine monastica e risalente al XII sec., era di modeste dimensioni, orientata con l’ingresso ad est, verso la scalinata detta la “Rivetta”; intorno alla chiesa vi era il camposanto. Le sue cattive condizioni e l’aumento della popolazione indussero i valdieresi, verso la fine del Settecento, a metter mano alla costruzione di un nuovo edificio: tra il 1789 ed il 1796 venne edificata la chiesa che vediamo oggi; fu consacrata il 21 agosto 1796 dal vescovo di Mondovì, mons. Giuseppe Antonio Maria Corte. Contribuirono a realizzare l’opera i fedeli, il Comune, che provvide il legname, le travature e le ardesie, ed in particolar modo le donazioni dell’abate Francesco Ferrero, che fece versare alle casse della “fabbrica” la somma, ingentissima per quei tempi, di 50.000 lire. Il progetto della nuova chiesa fu redatto dall’architetto torinese Ignazio Gavuzzi, il capomastro era Giacomo Boffa, il parroco don Francesco Ansaldi. Dalle fornaci di Boves arrivarono 100.000 mattoni e dalle cave locali gli splendidi marmi, le ardesie e le pietre. Nel corso dell’Ottocento fu realizzata la tribuna, sorretta da due magnifiche colonne in marmo bardiglio; fu acquistato l’organo, si rifece il pavimento con grandi lastre di marmo. Pietro Ivaldi da Ponzone iniziò a dipingere la volta: fra gli apostoli collocò i tre principali affreschi, che ritraggono San Lorenzo, l’Assunta con San Giovanni Battista e San Pietro nel trionfo della Trinità e San Martino; le pitture dal cornicione in giù, furono realizzate con un doppio ordine di affreschi: nella sequenza superiore furono rappresentate scene dell’Antico Testamento ed in quella inferiore i corrispondenti fatti del Nuovo Testamento.

Ad inizio ‘900 la chiesa fu arricchita da dorature e marmi, in particolare le lesene furono rivestite di marmo bardiglio e fu costruito il pulpito. Dal 1980 sono ospitati i due preziosi gruppi lignei raffiguranti “Gesù nell’orto del Getsemani” (1846) e “l’Assunta” (1877), opere dello scultore monregalese Antonio Roasio, provenienti dalla vicina Confraternita di Santa Croce. L’antico campanile medioevale era posto alla sinistra della facciata attuale e venne conservato fino al 1870, quando fu restaurato ed innalzato con l’aggiunta di quattro quadranti dell’orologio e del cupolino: sul lato verso la piazza era dipinto lo stemma comunale e la figura equestre di San Martino. Nella notte tra il 10 e l’11 aprile 1945 il campanile crollò, con parte della cappella del Suffragio, a causa di uno scavo antiaereo realizzato nelle vicinanze dalle truppe tedesche di occupazione. L’attuale campanile, più alto e costruito sul fianco destro della chiesa, fu inaugurato, con la benedizione delle campane, il 27 aprile 1947.